Considerazioni sulla Piattaforma Maersk



in aggiunta alle perplessità e preoccupazioni sulla compatibilità territoriale su Vado Ligure ed annessa rada (la più profonda del mediterraneo), peraltro spiegabile dall'analisi della micro tettonica, sulla viabilità connessa ai n° 750000 containers/anno (500 automezzi al giorno) che graviteranno su Vado ed autostrade,


si COMUNICA che:

1.      la nuova diga foranea, prolungata fin dirimpetto al “Pontile Enel” ora Tirreno Power, incentiverà l'erosione, degli arenili fronte corso Vittorio Veneto e Via Cimarosa (a Savona) e, modificando le correnti marine, limiterà il rimescolamento delle acque calde dell'impianto di raffreddamento della Centrale Termoelettrica, restituite al mare attraverso la foce del torrente Quiliano: l'arenile di 1 km, fino al Centro Nautico Vadese, sarà ancora balneabile?

2.      L'interferenza della Piattaforma e della diga foranea con un sistema di faglie di neotettonica, che nell'ambito del savonese e vadese hanno imposto i solchi vallivi dei torrenti Segno, Quazzola, Lavanestro, Letimbro e Sansobbia. Dette faglie, visibili da satellite, sono di tipo “distensivo” e quindi meno pericolose per la sismicità, ma importanti dal lato progettuale.

3.      Vincolo archeologico: alla radice della piattaforma, vi è assoluto divieto di eseguire qualsiasi tipo di lavori: mi si dice che ogni qualvolta, al pontile ex Fornicoke, attracca una carboniera, la “cavitazione” prodotta dalle eliche del rimorchiatore più vicino alla battigia, libera dai limi vari reperti di epoca romana. - Vedere in allegato l'Ordinanza n. 89/1987 della Capitaneria di Porto di Savona. La Soprintendenza deve estendere il vincolo!

Vado Ligure,
26 febbraio 2008
Giancarlo Bertolazzi
geologo e Vice Segretario Lega Nord prov. Savona


nota 1 – Giudice Falcone: “ (...) dove vi son denari, bisogna cercare il malaffare”
nota 2 – La rada e la città di Vado è sopravvisuta al progetto del Terminal Carbonifero alla foce del Torrente Quiliano, non più attuato per merito del Presidente Pertini, di di 3500 cittadini di Vado, Zinola e Fornaci e del Comitato Ambiente Zinolese, anni 82 – 85, quindi occorre farcela anche oggi contro questa “esaltata” e faraonica struttura.





0 commenti: