Piattaforma multipourpose Vado Ligure

Savona, miasmi nella zona del depuratore

Savona. Un odocre acre e fastidioso, proveniente dalla zona del depuratore, infastisce nelle ore serali gli abitanti di Zinola. I miasmi costringono i residenti a chiudure le finestre dalle 21 alle 22, impedendo la ventilazione degli appartamenti. C’è anche chi accusa bruciori alla gola e chi forte lacrimazione. Il vicesegretario provinciale della Lega Nord, Giancarlo Bertolazzi, chiede che siano presi da subito provvedimenti per far cessare le emissioni. “Dopo avere riscontrato che non vi erano copertoni in fiamme e neanche ferrodi surriscaldati in zona – osserva Bertolazzi, – ho appurato che l’inconveniente scaturisce da due serbatoi, credo due gasometri, che danno alimento ad un camino-candela di acciaio inossidabile in fregio alla strada che costeggia il depuratore. Ho provato a suonare al sito del depuratore per avvisare del fatto ma non ha risposto nessuno perché non presidiato”. L’esponente leghista ha richiesto l’intervento dell’Arpal per effettuare i rilievi del caso. L’area interessata dai fastidiosi odori va dal complesso “La Rada” di via L. Da Vinci al Camping Vittoria di Zinola e dall’Aurelia a via Bellavista, compresi i primi condomini di N.S. Del Monte.

Bertolazzi su centrale Enel


Fregatura Enel


Potenziamento centrale Vado Ligure



Piattaforma multipourpose Vado Ligure

Dopo la presentazione del progetto da parte dell'Ente Porto, sia in Comune a Vado Ligure che in villa Groppallo, nei primi mesi dell'anno, abbiamo notato come tale progetto sia difforme da quello licenziato dal Comitato Portuale nell'ottobre del 2001, dai Comuni di Savona e Vado Ligure nel 2002, dal Consiglio Regionale nel 2005 e dai Ministeri competenti. Il motivo di tale cambiamento è dovuto al fatto che il progetto licenziato dai Comuni e dai Ministeri non era più compatibile con il P.U.C. approvato dal Comune di Vado Ligure, in particolare è stata eliminata la variante dell'ultimo tratto dell'alveo del torrente Segno.

I progettisti hanno dovuto quindi adeguarsi al nuovo P.U.C e traslare tutta la struttura di circa 200 metri verso l'abitato di Porto Vado (come evidenziato in rosso sullo stralcio planimetrico allegato). Non si capisce, pertanto, come possano iniziare a breve i lavori, come da più parti si sostiene, se non sono state perfezionate le pratiche autorizzative della variante.

Inoltre i cittadini sanno che, a fronte degli attuali 30000 container annui movimentati, a pieno regime si arriverebbe ad un milione? E' stato detto loro che, visti gli oltre 15 metri di pescaggio, entrerebbero in porto dei veri e propri “colossi dei mari” che possono trasportare fino a 15000 container? Sono consapevoli che la superficie di tale piattaforma sarà più grande del centro storico di Vado e paragonabile a circa 40 campi di calcio? Sono stati informati della dislocazione della carboniera all'altezza dell'attuale pontile Vadoil, mentre oggi movimenta il fossile davanti a Porto Vado?

La Lega Nord si oppone a tale progetto che modificherà irrimediabilmente in negativo l'assetto della rada e chiede, prima dei bandi di appalto, un REFERENDUM POPOLARE, in modo tale da ascoltare tutti i cittadini prima di un cambiamento così devastante per la vivibilità dei vadesi. E' impensabile imporre un tale progetto senza prima aver ascoltato le opinioni della cittadinanza. Chiediamo al Sindaco di Vado L. di consentire ai cittadini di esprimersi con un referendum popolare, nel frattempo vigileremo sull'operare delle istituzioni e ci terremo pronti per un eventuale raccolta firme.

Piano di Potenziamento centrale di Vado Ligure


Dopo aver preso atto del Piano di potenziamento presentato dalla direzione di Tirreno Power, la Lega Nord intende presentare alcune considerazioni in merito:

PREMESSO

- che nel 1993, all'atto della firma della prima Convenzione, per ristrutturazione della Centrale, tra Enel ed Enti Locali e successivo Decreto Ministeriale del '94, si stabilì la ristrutturazione del terzo e quarto gruppo completamente a carbone (con nuovi Desox, Denox e precipitatori elettrostatici per le ceneri); prevedendo, successivamente, di sostituire il primo e secondo gruppo con due gruppi a metano con relativo accordo con Snam per il collegamento alla rete nazionale. Costo previsto al pre appalto circa 950 miliardi di lire che in seguito a Tangentopoli ed al blocco degli appalti furono poi riappaltati nel '96 con concorso europeo a meno di 600 miliardi di lire. Sempre nella convenzione era prevista la sostituzione delle due ciminiere con un unica ciminiera.

SI CHIEDE

- come mai al momento attuale ve ne sono addirittura 4? Come mai dopo la fine dei lavori di ristrutturazione del 1999 le amministrazioni di Vado, Quiliano e l'Amministrazione Provinciale non hanno fatto applicare la convenzione? Nel frattempo, dopo che dal 16 ottobre 1999 è stata privatizzata, è forse cambiata la convenzione tra Privati ed Enti locali?La centrale Enel di Vado Ligure, in pieno governo Prodi nel '99 (Ministro Bersani), è stata venduta ai privati ad un prezzo che non prevedeva il potenziamento a carbone perciò è stata deprezzata. Oggi, concedendo un gruppo a carbone in più di 460 MW, gli unici a guadagnarci da questo deprezzamento saranno gli attuali padroni della Tirreno Power al quale verrà consegnato un notevole plus valore industriale. L'Enel pubblica è stata fregata? I cittadini savonesi sono abituati a queste “fregature”, a questi intrecci tra politici ed affari con soldi dello Stato; basti vedere le aree ex Italsider, vendute a privati come area industriale dismessa da bonificare, per poi diventare, grazie ad una variante ad hoc, area edificabile quindi facendo lievitare almeno di 10 volte il valore delle aree stesse. Ancora una volta i privati, con l'aiuto di amministratori pubblici, guadagnano a spese dello Stato.

Acts

Protesta contro gli sprechi dell'ACTS

Questa mattina la Lega Nord ha manifestato contro una delle sprecopoli savonesi ovvero l’Acts. In questa occasione abbiamo scelto, invece di spendere soldi in manifesti, di regalare provocatoriamente il biglietto dell’autobus. Sono stati regalati più di 300 ticket ed è stata un iniziativa particolarmente apprezzata da chi di solito utilizza il bus e spesso si trova insoddisfatto del servizio offerto. Vorrei sottolineare però che questa iniziativa non voleva prendere di mira chi lavora onestamente per l’Acts bensì ai loro dirigenti usciti tutti impuniti da questa vicenda. Inoltre ho proposto provocatoriamente di aumentare lo stipendio degli autisti dell’azienda come se lo era aumentato l’ex Presidente Delbene; purtroppo a guadagnarci sono sempre i soliti sulla pelle di lavoratori e cittadini.

Giancarlo BERTOLAZZI

Vice Segretario Provinciale

Lega Nord: criticità sulla bozza di progetto del porticciolo della Margonara

1. Rio Termine: ha percorso meandri forme con bacino imbrifero di circa 1,5 Kq2, occorre creare un by-pass, tramite tubo, per deflusso del rio da monte del ponte vecchio F.S. all’estradosso della diga di sopraflutti lato Albissola (vedi canale rosso segnato sul plastico in basso). Già nel 1961 si è verificata una forte esondazione nonostante il rio avesse libero deflusso in mare. Le barche ormeggiate alla foce del rio, in caso di piena verrebbero strappate dall’ormeggio e sbattute contro la diga di sopraflutti.
2. Cementificazione: No alla cementificazione e banchine varie contro i due promontori in roccia a contatto col mare. Inoltre la “Beach rock” ad est della foce, con gli scogli emergenti, non devono essere inglobati nella banchina, in primis quello della madonnetta.
3. Diga di Sopraflutti: che senso ha costruire una diga di sopraflutti quando il porticciolo, lato Savona, è già protetto dalla diga foranea del porto? Si propone di sostituirlo in parte con una scogliera anti insabbiamento.

Marina della Margonara

Incontro alla spiaggetta della Margonara (Sv) con gli amici di Beppe Grillo di Savona

Lega Nord: criticità sulla bozza di progetto del porticciolo della Margonara

1. Rio Termine: ha percorso meandri forme con bacino imbrifero di circa 1,5 Kq2, occorre creare un by-pass, tramite tubo, per deflusso del rio da monte del ponte vecchio F.S. all’estradosso della diga di sopraflutti lato Albissola (vedi canale rosso segnato sul plastico in basso). Già nel 1961 si è verificata una forte esondazione nonostante il rio avesse libero deflusso in mare. Le barche ormeggiate alla foce del rio, in caso di piena verrebbero strappate dall’ormeggio e sbattute contro la diga di sopraflutti.
2. Cementificazione: No alla cementificazione e banchine varie contro i due promontori in roccia a contatto col mare. Inoltre la “Beach rock” ad est della foce, con gli scogli emergenti, non devono essere inglobati nella banchina, in primis quello della madonnetta.
3. Diga di Sopraflutti: che senso ha costruire una diga di sopraflutti quando il porticciolo, lato Savona, è già protetto dalla diga foranea del porto? Si propone di sostituirlo in parte con una scogliera anti insabbiamento.

fonte: http://www.ilvostrogiornale.it/2007/01/18/lega-nord-criticita-sulla-bozza-di-progetto-del-porticciolo-della-margonara/